San Gimignano
A quei tempi s'usava andare in pellegrinaggio a Roma dal papa, e si trattava di un viaggio lungo perché la maggior parte della povera gente se ci andava, andava a piedi. Per andare a Roma si poteva passare da diversi posti che tutti insieme facevano la via che chiamavano francigena perché era anche la strada per la Francia. La gente certamente aveva bisogno di ospizi e locande per dormire e di botteghe per comprare le merci, di stalle e di fabbri per le bestie e di osterie per la colazione o la cena. A San Gimignano i pellegrini che andavano a Roma passavano proprio dentro il paese, da porta San Matteo a porta San Giovanni, davanti al Duomo e a piazza della Cisterna, come quando ci si va oggi a fare una bella passeggiata. Allora però era pieno di ospedali e botteghe, di fabbri e di osterie che fecero così tanti buoni affari che San Gimignano si riempì di torri, perché invece della villa allora, chi aveva i quattrini si costruiva la torre. Tutto questo finì come cominciò quando i pellegrini decisero, chissà perché, che era più comodo passare da Poggibonsi, a fondo valle dell'Elsa, invece che in collina, San Gimignano rimase a bocca asciutta e senza più voglia di costruire torri. Non ebbero più nemmeno voglia e soldi per levarle, e se ci andate di mattina presto quando non c'è in giro ancora nessuno, potrete immaginare che gran cosa sembrava una volta, questo posto, a chi, dopo aver camminato tutto il giorno per la campagna, arrivava in queste belle vie e trovava tutto quel ben di Dio.
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Volterra
Anche se a vederla e a girarla per il suo centro sembra una gran bella città antica coi palazzi, le chiese e le piazze del medio evo, Volterra invece è di molto più antica. Come tanti dei nostri paesi della Toscana, inclusi Siena, Colle e Monteriggioni, Volterra è stata fondata dagli Etruschi. Gli Etruschi erano una popolazione antica antica di prima della nascita di Cristo e sono anche molto misteriosi. Non si sa bene di dove venissero, erano parecchio bravi come artigiani, artisti e costruttori, ma erano meno bravi a comandare e così a quello ci pensarono gli antichi romani, che distrussero tutte le loro città e le notizie sui loro modo di fare e presero il loro posto. A Volterra si vede ancora larco con le tre teste dentro le mura della città medievale che era più piccina di quella del tempo degli etruschi che era forse la città più grande di tutta la Toscana di allora e che si chiamava Velathri. Dice che anche larco, che allora era una bella novità l'abbiano inventato loro. A Volterra si trovano anche gli oggetti rifatti come li facevano gli etruschi, d'oro e di alabastro, che e' una specie di gesso duro e trasparente che si trova proprio in questa zona e che fin da allora è sempre stato usato per fare oggetti belli da tenere in casa.
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Casole d'Elsa
Casole si trova su una bella collina e se vi girate a guardare da Colle o da Monteriggioni, da qualche parte lassù, lo vedete sempre. Casole è considerato un paese piccino tra quelli vicini, eppure nel suo piccino ha tutto quello che serve. Ci ha la chiesa, la Collegiata, che è di molto antica e che se ci entrate, rimanete stupiti da quanto è grande e bella, per un paese appunto piccino. Poi ci ha la rocca, in cima al paese, che lassù serviva a difendersi e che ora serve per il Comune e ci fanno anche delle esposizioni di quadri e di acquarelli. E poi Casole ci ha anche il Palio, che è più piccino e meno antico di quello di Siena, ma che ci ha sempre più di un secolo. Ci sono sei contrade sole invece che diciassette come a Siena. Ma la differenza più grande è che a Siena c'è un Palio da signori, invece quello di Casole è un Palio di campagna, dove non ci sono tutte le sfilate in costume e la gente è più alla buona e non guarda a tanti salamelecchi. Però, anche se son pochi, son tutti presi dalla corsa e si divertono e s'arrabbiano proprio da veri contradaioli.
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Certaldo
A Certaldo, anche se qualcuno dice che non è vero, cè nato Giovanni Boccaccio, e di certo cè morto perché ci venne ad abitare gli ultimi tempi della sua vita. Boccaccio era uno scrittore del mille e trecento e ha scritto un libro di novelle parecchio bello che si chiama Il Decamerone. In questo libro vengono raccontate queste novelle da dei giovani e delle giovinette che devono aspettare, al chiuso, che passi la peste. Anche se lo scritto è antico, le novelle da noi si son sempre un po conosciute, come quella del cuoco Chichibio, perché sono sempre state raccontate o usate per qualche rappresentazione. Anche a Certaldo ogni tanto ci viene fatto il teatro delle novelle del Boccaccio e lassù ci vengono di molto bene perché Certaldo alta, che è la parte rimasta del paese antico, è tutta fatta di mattoni: palazzi, case e strade sono tutte dello stesso colore rosso del cotto. I mattoni, che sembra che ci siano per bellezza, proprio perché son belli, invece servivano a quei tempi perché non assorbivano lacqua piovana che così andava tutta sottoterra. E neanche a farlo apposta, Certaldo sottoterra è tutta fatta di argilla che di nuovo fermava lacqua e non la faceva andare via. In questa maniera a Certaldo i pozzi non si seccavano mai e lacqua era sempre abbondante.
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