Castellina in Chianti
Si sa che il vino buono in Toscana non manca, ma di certo tra quelli più conosciuti è proprio il Chianti. Dice che in questa bella terra piena di colline, tra Siena e Firenze, furono gli etruschi, una popolazione antica antica che stava qui prima della nascita di Gesù Cristo, a cominciare a fare il vino e anche Castellina era abitata da questa gente e infatti quassù sono state ritrovate anche delle tombe di quel periodo. Castellina è sulla cima di una collina e offre un bel panorama e, destate, un bel fresco. Quando si inizia la strada in salita, per andarci, girando dalla Cassia, che è la via fatta dagli antichi romani, si trova un cartello con il disegno di un gallo nero e la scritta che dice che state entrando nel mondo del Chianti Classico, che sarebbe proprio al parte di Toscana dove nasce questo bel vino. Il galletto è stato messo perché dice che quando verso il mille e duecento i senesi e i fiorentini, come al solito, si leticavano questa zona per chi ci doveva comandare, fecero una gara per fissare i confini. Due cavalieri partirono al galoppo da Siena e da Firenze, al primo canto del gallo. Il punto dove si incontravano sarebbe diventato il confine. I fiorentini usarono un galletto nero, che per la fame, cantò ancora prima che si alzasse il sole. E così quando i due cavalieri si incontrarono tra Castellina e Siena, erano un bel pezzo in giù. E il galletto nero diventò il simbolo del Chianti.
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Siena
Siena è una città con tante di quelle cose belle che è difficile sceglierne una. Eppure secondo me, cè una cosa che oltre ad essere bella, ce lha solo lei e non ce nè di uguale al mondo e è la piazza del Campo. Questa piazza ha una forma a conchiglia divisa in nove spicchi e questa forma è nata per un motivo preciso. La parte antica di Siena, che si trovava lungo la via dei pellegrini, rimaneva più in alto con via Banchi di Sopra e via Banchi di Sotto e si collegava con la parte del Duomo attraverso via di Città. Sotto alle case costruite lungo queste vie era rimasto appunto un campo. Quando decisero di costruire il Palazzo Pubblico, chiusero con la sua costruzione questo campo e mattonarono la piazza per renderla impermeabile. In fondo alla pendenza ci fu fatta una bocchetta a forma di conchiglia e cosi' tutta l'acqua che pioveva nella piazza finiva in questa bocchetta e da li' dentro le cisterne del palazzo comunale per fare da riserva perché a Siena l'acqua mancava sempre. Tutto il pavimento era stato fatto per far andare l'acqua nei canali che dividevano gli spicchi del pavimento. E anche ora l'acqua ci corre quando piove, ma i senesi non ci fanno caso, l'unica cosa infatti che gli interessa oggi che corre nella piazza, sono i cavalli del Palio.
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Buonconvento
Una cosa che mi garba di Buonconvento è che è un paese medievale, col centro storico e con le mura e il ponte per entrarci dentro, ma a differenza di quasi tutti i paesi dello stesso periodo della nostra zona se ne sta tranquillo tranquillo in piano. Infatti si trova lungo la strada che portava a Roma, la Cassia, fatta e frequentata prima dagli antichi romani e poi dai pellegrini, alla fine della Val d'Arbia, dove si trovano venendo in giù da Siena tanti piccoli paesi tutti attaccati uno a quell'altro. Le mura di Buonconvento, che circondano il paese con la forma di un quadrato, furono fatte costruire a spese dello Spedale di Santa Maria della Scala di Siena verso il mille e trecento. Il grande ospedale di Siena, che venne chiamato così perché si trova davanti alla scalinata del Duomo, a quei tempi non si occupava solo di ospitare i malati e i bisognosi, ma possedeva anche tante fattorie sparse intorno a Siena, e si preoccupava di proteggere sia il grano che veniva coltivato, sia la povera gente che stava in queste campagne e che a quei tempi non sapeva a chi altri affidarsi coi banditi o colle guerre che ogni tanto venivano fatte. Così Buonconvento, in piano comera, venne chiusa colle sue belle mura e le sue porte per vedere di riuscire a stare un pochino tranquilli almeno in casa propria.
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San Galgano
San Galgano era un giovanotto di famiglia nobile e stava di casa a Chiusdino, che è un paese lì vicino. Dove ora si trova l'abbazia che ci ha il suo nome, allora, verso il mille e cento, c'era solo bosco. Galgano era un cavaliere, ma un giorno fece un sogno e allora decise di dedicarsi alla vita religiosa e andò a Montesiepi, che è un poggio proprio lì sopra all'abbazia, e si mise a vivere in preghiera e solitudine. Siccome, come tutti i cavalieri, ci aveva la spada, lui la prese e la piantò dentro una roccia. La spada così conficcata diventò a forma di croce e San Galgano decise che lui preferiva pregare invece che combattere. Ora sul poggio di Montesiepi c'è un'altra bella chiesa, tutta tonda, proprio sopra quella roccia. L'abbazia invece venne costruita dopo la morte di San Galgano dai frati che erano venuti a vivere in questo luogo santo. Era una grande abbazia che però poi fu abbandonata e piano piano sono rimaste solo le mura. Io penso che ci son tante chiese fatte con tanti ornamenti, ma una così, che ci ha per tetto il cielo e per pavimento un bel prato verde non s'è mai vista in punti posti.
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